Usa: «Non ci sono prove contro Mosca»

 

 Simone Pieranni, 23.7.2014 “Il Manifesto”

Ucraina . I servizi segreti americani «Non si può dimostrare la responsabilità russa nell’abbattimento del Boeing malese»

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I corpi delle vit­time arri­ve­ranno nei paesi di ori­gine, le sca­tole nere dovreb­bero essere a breve, nelle mani degli esperti (che non hanno lesi­nato par­ti­co­lari maca­bri, affer­mando di poter anche sta­bi­lire quanto «hanno sof­ferto» le vittime).

Sono le uni­che «quasi cer­tezze» rela­tive all’abbattimento del Boeing malese nei cieli ucraini, per­ché per il resto tutto è ancora avvolto nel mistero, con­tor­nato dalle con­suete pole­mi­che. La prima novità è arri­vata dagli Stati uniti: i ser­vizi segreti ame­ri­cani hanno comu­ni­cato di non poter dimo­strare la par­te­ci­pa­zione diretta della Rus­sia nell’abbattimento del Boeing 777 malese. Lo hanno rife­rito i media ame­ri­cani citando fonti dell’intelligence. Il volo Mh17 della Malay­sia Air­li­nes, secondo fun­zio­nari rima­sti ano­nimi, è stato pro­ba­bil­mente col­pito per errore dai sepa­ra­ti­sti filo­russi con un mis­sile terra-aria del tipo Sa-11.

È dif­fi­cile, hanno poi sot­to­li­neato le fonti, sapere chi sia il respon­sa­bile della morte delle 298 per­sone a bordo del Boeing. Sospetti, ma prove nean­che una, men­tre non è da esclu­dere del tutto nean­che l’ipotesi che invece il mis­sile sia par­tito da un jet in volo con­tem­po­ra­nea­mente all’aereo di linea malese, ma si tratta — anche in que­sto caso — di una mera sup­po­si­zione. E alla Cnn, il vice con­si­gliere per la sicu­rezza nazio­nale ame­ri­cana Ben Rho­des ha annun­ciato che sull’incidente ci saranno inda­gini appro­fon­dite. «Ancora stiamo lavo­rando — ha spie­gato Rho­des — per deter­mi­nare se ci sia stato un nesso diretto, se ci fos­sero russi sul posto e se hanno adde­strato i separatisti».

Diversi fun­zio­nari dei ser­vizi segreti, ha segna­lato invece il Wall Street Jour­nal, hanno mostrato ad alcuni gior­na­li­sti le prove che il mis­sile che avrebbe col­pito l’aereo malese sarebbe stato lan­ciato da una zona con­trol­lata dai sepa­ra­ti­sti. Tut­ta­via, i fun­zio­nari riten­gono che Mosca abbia con­tri­buito a creare le con­di­zioni della tra­ge­dia, for­nendo armi ed adde­strando i ribelli. Ipo­tesi smen­tite tanto da Mosca, quanto dai filo­russi, che invece accu­sano Kiev.

Con­tro Mosca e i filo­russi, ieri è inter­ve­nuta anche la Ger­ma­nia: il governo di Angela Mer­kel ha accu­sato Putin e i ribelli di scarsa col­la­bo­ra­zione nel qua­dro della tra­ge­dia dell’aereo malese. «Con­ti­nuano ad esserci pro­blemi con il libero accesso di un gruppo di esperti inter­na­zio­nali sul luogo dei fatti», ha spie­gato il vice­por­ta­voce del governo tede­sco. Ber­lino è con­vinta che Mosca non influi­sce in modo suf­fi­ciente sui gruppi filo­russi «che sono in parte gui­dati da mem­bri dei ser­vizi segreti russi».